Ancora una Domenica in Streaming

Un’altra domenica di distanziamento sociale, di strade silenziose, che ricordano quelle di quarant’anni fa, senza, però, le voci dei bambini che giocano, senza l’incontro in piazza degli anziani, senza il suono delle campane che richiamano alla celebrazione domenicale.  Per strada qualcuno gira col cane, con tanto di mascherina e guanti, qualcuno sfida le norme, correndo a piedi, respirando a pieni polmoni per rispondere forse all’innato bisogno di libertà che, però in questo momento si deve coniugare con la necessità di rispettare le norme e le indicazioni date da chi ci governa. In questa domenica surreale ancora un Angelus in streaming con Papa Francesco, un po’ incupito e sofferente, senza il suo solito sorriso solare, segno che davvero è preoccupato per quanto sta succedendo. E’ il Vangelo della samaritana quello che oggi viene proposto.

Il Papa ci ricorda che i Samaritani erano un po’ disprezzati, tenuti in scarsa considerazione eppure Gesù non esita ad entrare in conversazione con questa donna, rompendo gli schemi e i pregiudizi. E’ una pagina molto simbolica che mette al centro l’acqua, elemento fondamentale sia in modo concreto che simbolico: l’acqua disseta, purifica, rappresenta Dio, che è la fonte di acqua viva. La peggiore siccità rappresenta l’allontanamento da Dio.Il mondo della comunicazione, della socialità, della globalizzazione, dei liberi scambi, dei facili rapporti è stato messo in crisi ed ha costretto l’uomo moderno a fermarsi, a restare a casa, a guardare il mondo vicino dalla finestra e quello lontano   dal video. Le giornate scorrono lente, scandite dai notiziari che non sono incoraggianti; adesso di tempo ne abbiamo, e tanto: abbiamo il tempo di pensare, di interrogarci, di guardarci dentro, di scoprire i nostri bisogni veri, di gestire i nostri rapporti all’ interno delle mura domestiche, di scoprire che anche noi, forse, siamo in siccità e abbiamo bisogno di acqua pura e dissetante, di metterci in cammino silenzioso e faticoso per trovarla. Vorremmo, però, che passata l’emergenza, in ognuno di noi restassero i segni positivi di questa frenata forzata . Vorremmo che, ritrovata la normale socialità e ripristinati i normali rapporti, ci ricordassimo per sempre che la casa non è la prigione e la strada non è la nostra casa, che una buona cena la possiamo preparare anche noi da soli, magari tutti insieme, che in Italia ci sono posti bellissimi da visitare, che possiamo uscire a piedi o in bici ed apprezzare il mondo senza smog; che tutto, insomma, può essere vissuto senza frenesia, abbracciandoci ,sì, ma soprattutto guardandoci negli occhi.

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