Angelus del 31.01.2021

Si terrà, a partire da quest’anno, nella quarta domenica di luglio, in prossimità della festa dei Santi Gioacchino ed Anna, i nonni di Gesù, la giornata mondiale dei nonni.

 La Giornata permetterà, come annunciato oggi da Papa Francesco al termine della preghiera dell’Angelus, di celebrare il dono della vecchiaia e di ricordare coloro che custodiscono e tramandano la vita e la fede.

Per il Papa  i nonni sono lanostra memoria, le radici dei popoli, l’anello di congiunzione tra le generazioni, un tesoro da custodire .

Il motivo occasionale è stato offerto dalla presentazione della giornata del Battesimo di Gesù , il 2 febbraio, quando due anziani, Simeone ed Anna, guidati dallo Spirito Santo, riconobbero in Gesù il Messia.

Lo Spirito Santo ancora oggi suscita negli anziani pensieri e parole di saggezza: la loro voce è preziosa perché canta le lodi di Dio e custodisce le radici dei popoli. Essi ci ricordano che la vecchiaia è un dono e che i nonni sono l’anello di congiunzione tra le diverse generazioni, per trasmettere ai giovani l’esperienza di vita e di fede.

In tutte le civiltà che ci hanno preceduto la vecchiaia era considerata un valore, fonte di saggezza, di consigli per i giovani, più impulsivi e meno riflessivi, forti della loro giovinezza.

Nella mia infanzia e gioventù gli anziani erano il fulcro intorno al quale ruotava la vita della famiglia. Le loro esigenze, fragilità, debolezze erano vissute come inevitabili e la famiglia tutta, figli, nipoti, generi, nuore erano impegnati nel rendere la loro vita meno faticosa, meno sofferente. Nella loro vita non esisteva la solitudine.

Poi l’avvento della società industriale e della famiglia nucleare ha smembrato quel tessuto sociale; le donne hanno giustamente guadagnato un posto nella società dando il loro contributo al benessere familiare e realizzandosi professionalmente. I nipoti sono spesso andati a vivere lontano dai nonni e il contatto generazionale, quell’anello di congiunzione di cui parlava il Papa si è spezzato, inevitabilmente.

Oggi abbiamo anziani soli, magari nelle famose RSA di cui abbiamo sentito tanto parlare, oggetto di grande attenzione in tempi di pandemia e nipoti altrettanto soli, in compagnia di un freddo schermo, di un video, dell’ultimo gioco interattivo che poco insegna, certo non il contatto umano, non la socialità, non la disponibiltà, non la capacità di donarsi e di ricevere affetto.

È importante che i nonni incontrino i nipoti e che i nipoti si incontrino con i nonni, perché – come dice il profeta Gioele – i nonni davanti ai nipoti sogneranno, avranno l’illusione e i giovani, prendendo forza dai nonni, andranno avanti, profetizzeranno. Quanto sono vere queste parole! Anche io davanti ai miei nipotini sogno, sogno la loro vita da adulti, li immagino impegnati, uomini e donne buoni, nell’interesse della società e della vita . Sogno,ma ne ho anche la certezza,  che nel loro cure porteranno per sempre il ricordo e l’affetto dei loro nonni.

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