Come compilare il Modello D per gli ETS
Guida passo passo per compilare il Modello D (Rendiconto per Cassa) degli ETS: le 5 macro aree A-E, come classificare entrate e uscite e cosa allegare per il RUNTS.
Il Modello D — anche detto Rendiconto per Cassa — è lo schema di bilancio che gli ETS senza personalità giuridica con entrate non superiori a 300.000 euro possono usare al termine di ogni esercizio (fino a 60.000 euro, per tutti gli ETS, è ammessa anche la forma aggregata del Modello E, dal rendiconto 2026). È il bilancio annuale dell'ente, quello che va depositato su RUNTS entro il 29 giugno (previa approvazione assembleare entro il 30 aprile).
In questa guida vediamo esattamente come compilarlo, voce per voce.
Cos'è il Modello D e a chi si applica
Il Modello D è uno degli schemi di bilancio previsti dal DM 5 marzo 2020 del Ministero del Lavoro. Il decreto ha stabilito i modelli uniformi che tutti gli ETS italiani devono utilizzare per la redazione del bilancio:
- Modelli A, B e C: stato patrimoniale (A), rendiconto gestionale (B) e relazione di missione (C), che insieme formano il bilancio di esercizio completo, obbligatorio per gli enti con entrate oltre 300.000 euro (o oltre 60.000 euro per gli enti con personalità giuridica)
- Modello D: rendiconto per cassa per gli enti senza personalità giuridica con entrate non superiori a 300.000 euro
Nel 2026 si è aggiunto il Modello E (DM 18 febbraio 2026): il rendiconto per cassa in forma aggregata, facoltativo, per tutti gli ETS con entrate fino a 60.000 euro (escluse le imprese sociali e gli enti con attività esclusivamente o principalmente commerciale). Le soglie si calcolano sulle entrate dell'esercizio precedente.
Il Modello D si applica dunque alla grande maggioranza delle ODV, APS e ETS italiani di piccole e medie dimensioni. È lo strumento più semplice: registra solo i movimenti di cassa (incassi e pagamenti effettivi), senza considerare i crediti o i debiti non ancora regolati.
La struttura del Modello D: le 5 macro aree
Il rendiconto si divide in due sezioni principali — Uscite ed Entrate — ognuna articolata nelle stesse 5 macro aree identificate dalle lettere A, B, C, D ed E, con le colonne dell'esercizio corrente e di quello precedente. Seguono la parte su investimenti, disinvestimenti e finanziamenti, le imposte, l'avanzo o disavanzo complessivo e i saldi di cassa e banca a fine esercizio.
Macro area A: Attività di interesse generale (art. 5 CTS)
La macro area A è quella più importante: raccoglie tutte le entrate e le uscite legate alle attività istituzionali dell'ente previste dallo statuto.
Nelle entrate troviamo:
- Quote associative versate dai soci
- Corrispettivi per servizi resi nell'ambito delle attività istituzionali
- Contributi pubblici e privati destinati alle attività istituzionali
- Rimborsi spese da enti terzi per attività svolte
Nelle uscite: materiali per le attività, rimborsi ai volontari, compensi a lavoratori dipendenti o collaboratori, assicurazioni volontari (Art. 18 CTS).
Macro area B: Attività diverse (art. 6 CTS)
La macro area B raccoglie i movimenti legati alle attività diverse da quelle di interesse generale, ammesse dall'art. 6 CTS.
I ricavi da attività diverse non devono superare il 30% delle entrate complessive dell'ente (oppure, in alternativa, il 66% dei costi complessivi — DM 19 maggio 2021 n. 107).
Esempi tipici: gestione di un bar associativo, vendita di prodotti, servizi commerciali accessori.
Macro area C: Attività di raccolta fondi (art. 7 CTS)
La macro area C raccoglie tutte le entrate e le uscite legate alla raccolta fondi. Le voci del modello sono:
- Entrate da raccolte fondi abituali
- Entrate da raccolte fondi occasionali (per esempio cene di beneficenza, aste, mercatini)
- Altre entrate
Le erogazioni liberali che non derivano da una raccolta fondi vanno invece nell'area A (voce «Erogazioni liberali»).
Nelle uscite: organizzazione eventi, materiali promozionali, campagne di comunicazione e fundraising.
Macro area D: Attività finanziarie e patrimoniali
La macro area D include i movimenti di natura finanziaria e patrimoniale:
- Interessi attivi su conti correnti e depositi bancari
- Dividendi e altre entrate da investimenti finanziari
- Canoni di affitto da beni immobili di proprietà dell'ente
Nelle uscite: spese e interessi su rapporti bancari, uscite su investimenti finanziari e sul patrimonio edilizio. Gli incassi dalla vendita di beni patrimoniali e i finanziamenti ricevuti non vanno qui: si indicano nella parte separata su investimenti, disinvestimenti e finanziamenti.
Macro area E: Attività di supporto generale
La macro area E raccoglie soprattutto le uscite di supporto generale non direttamente imputabili alle macro aree precedenti: affitto e utenze della sede, cancelleria, spese amministrative generali, compenso del commercialista, spese postali e bancarie di carattere ordinario. Ha anche due voci di entrata: «Entrate da distacco del personale» e «Altre entrate di supporto generale».
Errori comuni nella compilazione del Modello D
1. Classificare le quote soci in macro area C invece di A
Le quote associative annuali dei soci appartengono alla macro area A (attività di interesse generale), non alla macro area C (raccolta fondi). Un errore comune è confonderle con proventi da fundraising.
2. Non separare entrate e uscite per macro area
Ogni entrata e ogni uscita va classificata nella macro area e nella voce a cui si riferisce. Per ogni area il modello calcola l'avanzo o il disavanzo: un'area può avere solo uscite, e in quel caso chiude in disavanzo.
3. Confondere competenza e cassa
Il Modello D usa il principio di cassa: si registrano solo i movimenti di denaro effettivamente avvenuti durante l'esercizio. Una fattura ricevuta a dicembre ma pagata a gennaio dell'anno successivo va registrata nel rendiconto dell'anno successivo, non in quello corrente.
4. Non spiegare i numeri
È buona prassi accompagnare il Modello D con una breve nota che illustri i criteri adottati e le variazioni più significative rispetto all'esercizio precedente: aiuta soci e organo di controllo a leggere il rendiconto.
Come No Profit Web automatizza tutto questo
Compilare il Modello D manualmente su un foglio Excel è tedioso e soggetto a errori. No Profit Web elimina questo problema alla radice:
- Classificazione automatica: ogni movimento contabile viene proposto con la macro area corretta in base alla causale selezionata
- Calcolo automatico: i totali per macro area e l'avanzo/disavanzo finale vengono calcolati in tempo reale
- Generazione PDF: con un clic ottieni il Modello D in PDF secondo lo schema del DM 5 marzo 2020, da controllare e depositare sul RUNTS a cura dell'ente
- Verifica compliance Art. 6: il sistema controlla automaticamente i limiti della macro area B (attività diverse)
Inizia oggi: registra i movimenti dell'esercizio durante tutto l'anno e a fine esercizio il tuo Modello D sarà già pronto per il deposito, entro 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio (29 giugno per l'esercizio solare).
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