Come compilare il Modello D per gli ETS
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Come compilare il Modello D per gli ETS

Guida passo passo per compilare il Modello D (Rendiconto per Cassa) degli ETS: le 5 macro aree A-E, come classificare entrate e uscite e cosa allegare per il RUNTS.

Il Modello D — anche detto Rendiconto per Cassa — è il documento contabile che ogni ETS con entrate inferiori a 220.000 euro deve redigere al termine di ogni esercizio fiscale. È il bilancio annuale dell'ente, quello che va depositato su RUNTS entro il 30 giugno (previa approvazione assembleare entro il 30 aprile).

In questa guida vediamo esattamente come compilarlo, voce per voce.

Cos'è il Modello D e a chi si applica

Il Modello D è uno degli schemi di bilancio previsti dal DM 5 marzo 2020 del Ministero del Lavoro. Il decreto ha stabilito i modelli uniformi che tutti gli ETS italiani devono utilizzare per la redazione del bilancio:

  • Modello A: bilancio ordinario per enti con entrate ≥ 220.000 euro (Stato Patrimoniale + Rendiconto Gestionale + Relazione di Missione)
  • Modello D: rendiconto per cassa per enti con entrate < 220.000 euro

Il Modello D si applica dunque alla grande maggioranza delle ODV, APS e ETS italiani di piccole e medie dimensioni. È lo strumento più semplice: registra solo i movimenti di cassa (incassi e pagamenti effettivi), senza considerare i crediti o i debiti non ancora regolati.

La struttura del Modello D: le 5 macro aree

Il rendiconto si divide in due sezioni principali — Entrate e Uscite — ognuna articolata nelle stesse 5 macro aree identificate dalle lettere A, B, C, D ed E.

Macro area A: Attività di interesse generale (art. 5 CTS)

La macro area A è quella più importante: raccoglie tutte le entrate e le uscite legate alle attività istituzionali dell'ente previste dallo statuto.

Nelle entrate troviamo:

  • Quote associative versate dai soci
  • Corrispettivi per servizi resi nell'ambito delle attività istituzionali
  • Contributi pubblici e privati destinati alle attività istituzionali
  • Rimborsi spese da enti terzi per attività svolte

Nelle uscite: materiali per le attività, rimborsi ai volontari, compensi a lavoratori dipendenti o collaboratori, assicurazioni volontari (Art. 18 CTS).

Macro area B: Attività diverse (art. 6 CTS)

La macro area B raccoglie i movimenti legati alle attività diverse da quelle di interesse generale, ammesse dall'art. 6 CTS.

I ricavi da attività diverse non devono superare il 30% delle entrate complessive dell'ente (oppure, in alternativa, il 66% dei costi complessivi — DM 19 maggio 2021 n. 107).

Esempi tipici: gestione di un bar associativo, vendita di prodotti, servizi commerciali accessori.

Macro area C: Attività di raccolta fondi (art. 7 CTS)

La macro area C raccoglie tutte le entrate e le uscite legate alla raccolta fondi:

  • Donazioni e lasciti da privati e imprese
  • Contributi specificamente destinati alla raccolta fondi
  • Proventi da eventi organizzati a fini di raccolta fondi (cene di beneficenza, aste, mercatini)

Nelle uscite: organizzazione eventi, materiali promozionali, campagne di comunicazione e fundraising.

Macro area D: Attività finanziarie e patrimoniali

La macro area D include i movimenti di natura finanziaria e patrimoniale:

  • Interessi attivi su conti correnti e depositi bancari
  • Dividendi da partecipazioni
  • Canoni di affitto da beni immobili di proprietà dell'ente
  • Plusvalenze da cessione di beni patrimoniali

Nelle uscite: interessi passivi su mutui o finanziamenti, minus dal realizzo di investimenti.

Macro area E: Attività di supporto generale (solo uscite)

La macro area E raccoglie le uscite di supporto generale non direttamente imputabili alle macro aree precedenti: affitto e utenze della sede, cancelleria, spese amministrative generali, compenso del commercialista, spese postali e bancarie di carattere ordinario.

Errori comuni nella compilazione del Modello D

1. Classificare le quote soci in macro area B invece di A

Le quote associative annuali dei soci appartengono alla macro area A (attività di interesse generale), non alla macro area C (raccolta fondi). Un errore comune è confonderle con proventi da fundraising.

2. Non separare entrate e uscite per macro area

Ogni movimento deve essere classificato sia in entrata che in uscita nella stessa macro area. Non è possibile avere uscite in una macro area senza avere un corrispondente in entrata (o viceversa con saldo negativo).

3. Confondere competenza e cassa

Il Modello D usa il principio di cassa: si registrano solo i movimenti di denaro effettivamente avvenuti durante l'esercizio. Una fattura ricevuta a dicembre ma pagata a gennaio dell'anno successivo va registrata nel rendiconto dell'anno successivo, non in quello corrente.

4. Dimenticare le note integrative

Il Modello D deve essere accompagnato da una nota integrativa (anche sintetica) che illustra i criteri adottati e commenta le variazioni più significative rispetto all'esercizio precedente. Molti enti dimenticano questo documento, rendendo il deposito incompleto.

Come No Profit Web automatizza tutto questo

Compilare il Modello D manualmente su un foglio Excel è tedioso e soggetto a errori. No Profit Web elimina questo problema alla radice:

  • Classificazione automatica: ogni movimento contabile viene proposto con la macro area corretta in base alla causale selezionata
  • Calcolo automatico: i totali per macro area e l'avanzo/disavanzo finale vengono calcolati in tempo reale
  • Generazione PDF: con un clic ottieni il Modello D in formato PDF conforme al DM 5 marzo 2020, pronto per il deposito su RUNTS
  • Verifica compliance Art. 6: il sistema controlla automaticamente i limiti della macro area C

Inizia oggi: registra i movimenti dell'esercizio durante tutto l'anno e a fine esercizio il tuo Modello D sarà già pronto per il deposito entro il 30 giugno.

Metti in pratica quello che hai letto

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